Accoglienza dei migranti in Europa? Da una parte le parole, dall’altra le risorse

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europa-migranti-asilo-1978Bilancio Ue tagliato del 16% per integrazione e asilo, ma dal 2000 spesi 11 miliardi di euro per i rimpatri

La riunione del Consiglio straordinario Giustizia e affari interni del 14 settembre prossimo appare come la riunione di tutti i pericoli, ma potrebbe anche essere l’occasione di un chiarimento salutare fra i governi europei, con l’attiva partecipazione della Commissione Juncker e la pressione del Parlamento europeo, che la prossima settimana a Bruxelles voterà sul piano proposto dalla Commissione per la riallocazione dei rifugiati.

Soprattutto se, da parte di quel settore dell’opinione pubblica e dei media che si sta mobilitando contro la vergogna delle morti, dei muri, dell’indifferenza e delle false soluzioni dei populisti di tutte le latitudini si riuscirà a incidere sul dibattito pubblico per ora ancora dominato dalle loro logiche di paura e di chiusura e dalla paura insensata di molti governi di combatterla davvero per timore di perdere consenso. Che comunque perdono perché, come ha detto Jean Marie Le Pen, “mai fidarsi delle imitazioni, meglio scegliere l’originale”.

È un fatto che se si continua a inseguire Salvini e Le Pen, sposandone la logica ma mantenendo un po’ più prudente il linguaggio, alla fine non si fa che rafforzarne l’influenza, senza neanche bisogno che vincano le elezioni. Una bella litigata magari fra Merkel, Juncker e Orban o fra Renzi, Tsipras e Rajoy, dove emerga chiaramente chi sta da quale parte, potrebbe alla fine rivelarsi molto più utile che il solito bla-bla di conclusioni falsamente unanimi e incapaci di portare ad alcuna decisione veramente utile.

ORBAN, LA FACCIA DIETRO LA QUALE SI NASCONDE LA DESTRA DI LOTTA E DI GOVERNO

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arrestiNon bisogna dare troppa attenzione agli strilli scandalizzati di alcuni governanti, tipo Laurent Fabius o Cazeneuve,  davanti alle parole e ai gesti di Victor Orban, sbarcato oggi a Bruxelles. Non mancano infatti notevoli ipocrisie e contraddizioni nei messaggi e atteggiamenti di molti governi europei di fronte agli orrori che ogni giorno si riversano sui nostri schermi di computer o TV. Per questo, la riunione del Consiglio straordinario Giustizia e affari interni del 14 settembre prossimo appare come la riunione in cui le contraddizioni verranno a galla; ma potrebbe anche essere l’occasione di un chiarimento salutare fra i governi europei, con l’attiva partecipazione della Commissione Juncker e la pressione del PE, che la prossima settimana a Bruxelles voterà sul piano proposto dalla Commissione per la riallocazione dei rifugiati.

SUSPENDING FREE MOVEMENT? OFF THE TABLE!

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bordersUKThe co-chairs of the European Green Party Monica Frassoni and Reinhard Bütikofer comment on the article on the Sunday Telegraph  (  here )  by the UK Home Secretary Theresa May, who declared that the right to free movement should be limited to those having a job and that this summer migrant-crisis has been ‘exacerbated by the European system of no borders’. “The declaration of Minister May against free circulation of EU citizens and its alleged effects on the migrants crisis demonstrate clearly that Cameron’s Cabinet wants to negotiate its way in Europe by trying to dismantle it.

ILVA: solo l’industria senza futuro é contro l’ambiente

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INQUINAMENTOHo letto con molto interesse, ma con crescente sconcerto l’articolo di Dario Di Vico sulla vicenda dell’ILVA sul Corriere della sera del 24 luglio. Perché mi pare che su questa vicenda ci sia stata e ci sia ancora un pregiudizio che tende a sminuire come meno importanti le questioni che riguardano la salute e l’ambiente (e anche chi le porta, qui addirittura definiti come “sindacalisti estremisti o consulenti inaciditi” che raccontano fandonie ai giudici) rispetto alle ragioni dell’occupazione e dell’attività industriale, qualsiasi essa sia o quasi.

Suruç attack: Time to resume peace talks in Turkey

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Turkey_PeaceEuropean Green Party

PRESS RELEASE

 

Following the terrorist attack that took place in the Turkish town of Suruç, the Co-Chairs of the European Green Party, Monica Frassoni and Reinhard Bütikofer, comment:

“We express our deepest sympathy to the family and friends of the youth activists who were killed in Suruç on Monday. Most of these victims were committed to the fight for democracy and peace, not only in Syria, but also in Turkey.

Per le imprese l’informazione ambientale e sociale diventerà una risorsa

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la_stampaDal 2017 le grandi aziende dell’Europa dovranno rendere pubbliche, insieme ai loro bilanci, le politiche di sostenibilità sociale e ambientale che mettono in atto e i rischi connessi

 

Non più solo conti economici e dati finanziari. Dal 2017, le grandi aziende dell’Europa dovranno rendere pubbliche, insieme ai loro bilanci, le politiche di sostenibilità sociale e ambientale che mettono in atto e i rischi connessi alla loro attività. A stabilirlo è una direttiva comunitaria approvata definitivamente a settembre 2014, per la quale è cominciato all’inizio di luglio l’iter di recepimento anche in Italia, destinato a concludersi, secondo il governo, ad agosto 2016.

It’s debt alleviation, stupid!

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11406646_1033784883301266_6152646588753519757_oEuropean Green Party Co-Chairs, Reinhard Bütikofer and Monica Frassoni, comment on the green light given to negotiations with Greece for a third bailout programme, following approval from the parliaments of several Eurozone member states:

Formally, the way has now been cleared to begin negotiations with Greece over a third bailout programme. In substance however, the unresolved issue of the Greek debt’s unsustainability poses great obstacles to finding a meaningful agreement. The fatal vicious circle is reinforced, where more lending that is based on unsustainable conditions creates more debt.

Accordo Grecia: salvata l’Eurozona (forse) e scongiurato Grexit (per ora), ma da oggi l’Ue è reversibile

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crackedeu
E’ un Alexis Tsipras livido quello che ieri mattina ha giustificato il suo via libera all’accordo con un laconico “Ci siamo assunti la responsabilità della decisione per evitare i piani più estremi dei circoli conservatori in Europa”. La responsabilità maggiore dell’assoluta durezza delle condizioni dell’accordo definite dallo Spiegel “la lista della crudeltà” è stata della Merkel e della sua decisione di sposare in pieno la posizione del suo ministro delle Finanze, che voleva la Grecia fuori dall’eurozona già dal 2012.

E’ stata la fortissima pressione di Wolfgang Schaeuble che ha legato ogni prospettiva di evitare la Grexit ad una sostanziale capitolazione dei Greci, giustificata con la parolina magica “fiducia” (leggi “o fai come dico io o fuori”). L’unico aspetto positivo dell’accordo unanime che i Capi di Stato e di governo dell’Eurogruppo hanno raggiunto dopo lunghi negoziati è stato appunto di evitare il peggio, soprattutto per l’Eurozona: una Grexit disordinata.

NO GREXIT, BUT NO FAIR DEAL EITHER

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euro coinThe leaders of the European Green Party, Reinhard Bütikofer and Monica Frassoni, comment on the result of the negotiations over a new deal for Greece:

“Against the backdrop of massive pressure, in particular from the German Finance Minister Wolfgang Schäuble, the unanimous agreement that the Eurogroup Heads of State and Government came up with after long negotiations barely managed to avoid the worst: a Grexit. Obviously, the result is a far cry from a fair deal, and is not even a weak compromise. It is basically a dictation.

NOTTE BUIA PER L’EUROZONA- Renzi e Hollande impotenti o complici? No all’Europa dei governi.

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150213-grexitIn questa serata grigia e fresca a Bruxelles, sono triste, arrabbiata e impotente. I negoziati sono ancora in corso, ma tutto quello per cui mi sono battuta in questi anni sta tristemente crollando. In stanze grige non lontano da qui, non i burocrati, ma politici eletti stanno mettendo Tsipras in una trappola praticamente impossibile. Il testo dell’Eurogruppo sottoposto ai Capi di Stato e di governo é stato sottoscritto anche da Padoan e Sapir. Quindi tutti, anche loro, pensano che la priorità massima di questa vicenda sia la totale umiliazione e sconfitta di Tsipras e dei greci, che hanno osato  sfidare il dogma assurdo e inefficace dell’austerità. Questa é la realtà.