Ma non é una sconfitta! Ripartiamo dal referendum

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fossiliAppena arrivate le prime notizie sui dati dell’affluenza ai seggi, ero ovviamente un po’ delusa, ma anche già proiettata in vista delle prossime tappe della battaglia per un nuovo modello energetico in Italia, che dopo stasera deve continuare più di prima; ma dopo avere ascoltato le dichiarazioni di Matteo Renzi, sono furente. Furente. Perché ho sentito bugie, ipocrisia, e una manipolazione vergognosa dei termini della questione. o non so voi, ma ancora mi scandalizza che un Presidente del Consiglio menta in questo modo cosi spudorato. Soprattutto se é un ragazzo giovane e con la fama di “rottamatore” della vecchia politica.

Referendum trivelle, le lampadine sprecano quanto metà del petrolio estratto

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renewable-oil_10413Ieri a Bruxelles il rappresentante del governo italiano ha votato a favore di un provvedimento che esclude le lampadine dai settori obbligati – in pratica tutti gli altri elettrodomestici- a fermare l’imbroglio che permette di “tollerare” performance di efficienza superiori del 10% rispetto alla realtà: con uno escamotage tecnico, insomma, e per un periodo non determinato, i produttori di lampadine potranno dichiarare di essere più efficienti di quello che in effetti sono; che c’entra questa bella performance con le trivelle e il referendum di domenica? 

Referendum trivelle; Frassoni (Partito Verde Europeo): “Le scelte energetiche non sono un affare esclusivamente italiano”

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FullSizeRenderComunicato stampa

Bruxelles, 7 aprile 2016

In occasione del referendum del prossimo 17 aprile, per dimostrare che il tema delle scelte energetiche non è un affare esclusivamente italiano, gli eurodeputati Verdi hanno voluto lanciare un pressante e “sorridente” video messaggio agli elettori italiani per sollecitarli ad andare a votare, e naturalmente votare “SI”.

IL BELGIO E NOI

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862617-gerbes-de-fleurs-pres-de-la-station-de-metro-de-maelbeek-en-hommage-aux-victimes-des-attentats-de-brSto tornando a Bruxelles dopo una settimana dalla mia partenza e dagli eventi tragici del 22 marzo.

Mi assale all’improvviso una forte inquietudine, una inaspettata angoscia, forse la consapevolezza molto concreta e “personale” che troverò una città nella quale tre ” miserabili cretini”, come li ha chiamati in una memorabile cronaca il commentatore francese Bernard Guetta[1], si sono fatti saltare in aria e hanno ucciso gente che ho probabilmente incrociato nei luoghi della mia quotidianità.

A new will to implement a plan of relocation and resettlement within the EU

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Kurdish_Refuge_Camp_in_Suruc_TurkeyOn the eve of yet another European Council, governments are more divided and impotent than ever, and the image of the EU being held hostage by an increasingly repressive and arrogant Turkish government remains, despite some attempts to moderate it with some generic calls to the need of respecting rule of law and human rights. What risks blocking the agreement are not some of its most negative elements, but the blockage of the Cypriots in relation to Turkey.

The EU Council reveals itself, once again, as a place where common decisions cannot be taken, and when they can they represent even less than a common denominator. Crossed vetoes and exclusive attention on short term national debates give a terrible demonstration of European disarray.

Letter to Prime Minister Davutoglu

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Letter from the Co-Chairs of the European Green Party and the Greens/EFA Co-Presidents in the European Parliament on the arrest of three academics on 15 March on the basis of ‘terrorist propaganda’ for having criticized the military operations in the southeast of Turkey

To the attention of:

Prime Minister Davutoğlu

Dear Prime Minister Davutoğlu,

Brussels, 17 March 2015

We strongly condemn the arrest of three academics on 15 March on the basis of ‘terrorist propaganda’ for having criticized the military operations in the southeast of Turkey during a press conference held on the 10th of March.

 

Two of them have already lost their jobs for having signed the peace appeal initiated by ‘Academics for Peace’ in Turkey. The police has also detained Chris Stephenson, a British national living in Turkey for the past 25 years and working as an academic for the past 14 years, at the courthouse that ordered the arrests after finding him with pamphlets printed by the Peoples’ Democratic Party (HDP) and was sent to Kumkapı Detention Center. Stephenson was at the courthouse to support his colleagues. He has decided to voluntarily leave the country as he didn’t want to wait in the cell until a decision was made.

In democratic societies, citizens have the right to express their peaceful opinions. Therefore we call on the Turkish authorities to respect free expression and academic freedom of the signatories.

We have worryingly observed the intimidation against the signatories of the peace appeal initiated by ‘Academics for Peace’ in Turkey. On 10 January 2016, 2212 academics from 105 universities in Turkey and 329 universities abroad signed a peace appeal as Academics for Peace Initiative in order to condemn the military operations in the southeast of Turkey.

According to ‘Academics for Peace’, as of 5th of March there have been 47 threats against the signatories from media, government and students; 7 academics were forced to resign; 37 academics were fired and other 37 were suspended from their positions; 508 academics have been under administrative investigation; 161 academics have undergone judicial investigation and 33 academic were taken under custody and their houses were searched.

We are equally worried by President Erdogan’s intentions to change the definition of ‘terrorist’ to also include journalists, civil activists and politicians. The definition of ‘terrorism’ under the current anti-terrorism law is excessively vague. Therefore we reiterate the need to bring Turkey’s criminal and anti-terror legislation in line with ECtHR case law.

We call for the immediate release of all academics under custody and urge the Turkish government to uphold freedom of opinion and expression, in line with the principles of democracy, respect of human rights and fundamental freedoms, which EU candidate countries must satisfy to become a member state.

We are looking forward to your response.

 

Sincerely yours

 

Monica Frassoni and Reinhard Bütikofer

Co-Chairs of the European Green Party

Rebecca Harms and Philippe Lamberts

Co-Presidents Greens/EFA Group in the European Parliament

 

Il boom dei Verdi, primo partito nel Land industriale

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1024px-Im_Gespräch_Sylvia_Löhrmann_und_Winfried_Kretschmann_(2)La maggior parte dei commenti ai risultati delle elezioni regionali in Germania di domenica si è concentrata sul risultato della formazione Alternative Für Deutschland, che contiene al suo interno un mix potenzialmente pericoloso di populismo semplice e diretto, ma anche molto ambiguo (non siamo anti-rifugiati, ma siamo anti-immigrati) di anti-europeismo e nazionalismo senza complessi, di liberismo scatenato, il tutto impacchettato in una leadership femminile accattivante e rispettabile. Penso però che il voto a AFD sia oggi ancora e soprattutto un voto di protesta, che può essere riassorbito, e rispetto al quale non serve farsi prendere dal panico. Bisogna rispondere adeguatamente alle questioni che vengono poste, senza rincorrerne malamente le false soluzioni e presentando alternative concrete e leadership credibili.

Ue tra impotenza e confusione, ma accogliere costa meno che respingere

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ref_euFa un certo effetto ascoltare le parole chiarissime dell’Alto commissario per i Rifugiati Filippo Grandi che ha detto senza esitazioni che l’accordo che si profila con la Turchia sui rifugiati è un’intesa che “non tiene conto delle salvaguardie della legge internazionale di protezione dei rifugiati”. Che Stati membri e Commissione europea possano pensare con una tale leggerezza di violare e quindi rendere sostanzialmente nulle alcune delle poche regole di diritto internazionale ancora vigenti e’ un’altra dimostrazione della deriva cinica e irresponsabile che potrebbe davvero portare alla disgregazione della Ue.

Vertice UE-Turchia; Frassoni (Partito Verde Europeo): Solo accettare evidente necessità di organizzare accoglienza può riportarci sulla strada della ragione e del diritto

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Bruxelles, 8 marzo 2016
“Il Consiglio europeo del 7 marzo si è concluso con i Governi europei più divisi che mai e con l’immagine dell’UE tenuta in ostaggio da un governo turco sempre più repressivo ed arrogante” afferma la Co-presidente del Partito Verde Europeo Monica Frassoni.